L'AVVOCATO RISPONDE

DIRITTO DI FAMIGLIA

La Separazione è il periodo durante il quale i coniugi decidono di vivere separati, ma il matrimonio non viene sciolto. Il Divorzio è la procedura legale che porta alla cancellazione definitiva del matrimonio.

Il regime patrimoniale scelto dai coniugi è del tutto irrilevante ai fini dell’eredità, il coniuge subentra nel patrimonio dell’altro coniuge defunto nella misura stabilita dalla legge (successione legittima) o nella misura disposta per testamento (successione testamentaria)

Assolutamente no, posto che tutto ciò che si acquista prima del matrimonio rimane strettamente personale.

La separazione deve durare almeno 6 mesi se formalizzata consensualmente  e 12 mesi se avvenuta giudizialmente, prima che si possa chiedersi  il divorzio

L’assegno di mantenimento è una somma che uno dei coniugi versa all’altro per il sostentamento,  qualora quest’ultimo non sia autosufficiente dal punto di vista economico o sia necessario a  garantire un tenore di vita  adeguato a quello goduto  durante la vita coniugale. Può essere stabilito sia in caso di separazione che di divorzio. Inoltre, se presenti, riguarda anche i figli minorenni o maggiorenni non in grado di provvedere al proprio mantenimento.

Assolutamente si, posto che l’assegno di mantenimento deve essere rivalutato annualmente in base agli aumenti registrati dagli indici ISTAT.  

Assolutamente si,  la pensione di reversibilità della pensione essendo una prestazione di carattere previdenziale non rientra  nell’asse ereditario e ciò consente di percepirla  nonostante si formalizzi la rinuncia all’eredità del  coniuge  nel caso in cui quest’ultimo lasci un patrimonio con un’entità di debiti superiori all’attivo.

DIRITTO ALL'EREDITÀ

La successione ereditaria è il procedimento giuridico mediante cui il patrimonio di una persona deceduta viene trasferito secondo quanto previsto dalla legge o dal testamento agli eredi e comprende sia l’attivo: immobili, beni mobili, denaro titoli e sia il passivo: i debiti.

Successione legittima: si applica quando manca un testamento e  l’eredità viene ripartita tra gli eredi secondo le quote stabilite dal Codice Civile. Successione testamentaria: avviene quando il defunto ha disposto dei propri beni mediante un  testamento.

Sono i soggetti a cui la legge riserva una quota dell’eredità, anche contro la volontà del testatore, precisamente: il coniuge, i figli e gli ascendenti (i genitori del defunto).

Non è possibile escludere totalmente un figlio dall’eredità. La legge tutela i figli come legittimari, garantendo loro una quota prevista per legge. Salvo il caso di indegnità,  previsto tassativamente dalla legge ossia ha volontariamente ucciso o tentato di uccidere il de cuius o il coniuge o un suo discendente, sia stato dichiarato decaduto dalla potestà genitoriale nei confronti del de cuius, ha indotto con dolo e/o violenza il de cuius a revocare, modificare o fare un testamento o lo ha impedito

La dichiarazione di successione è un adempimento fiscale da presentare all’Agenzia delle Entrate entro 12 mesi dalla data del decesso. Serve a comunicare il trasferimento dei beni agli eredi ed è obbligatoria se presenti beni immobili,  se il patrimonio supera  €  100.000. E’ sempre obbligatoria la presentazione se il patrimonio è devoluta ad eredi che non siano coniuge, figli e ascendenti.

L’eredità può essere accettata: espressamente con atto formale o tacitamente attraverso comportamenti che presuppongono la volontà  di accettare, con beneficio di inventario, forma che tutela l’erede dai debiti ereditari, limitando la responsabilità al valore dei beni ricevuti. È consigliata in presenza di debiti che possono superare l’attivo.

La rinuncia all’eredità può essere effettuata entro 10 anni dall’apertura della successione che coincide con il decesso, salvo che l’erede abbia già accettato tacitamente l’eredità. La rinuncia può formalizzarsi formalmente avanti al notaio o in Tribunale presso l’ufficio successioni.

RECUPERO E GESTIONE DEL CREDITO

No. Prima di avviare un’azione giudiziale, vengono valutate soluzioni stragiudiziali, come diffide legali, trattative o piani di rientro,spesso più rapide ed economicamente vantaggiose.

I tempi variano in base alla situazione del debitore e alla strategia adottata. Le attività stragiudiziali possono concludersi in poche settimane, mentre le procedure giudiziali richiedono tempi più lunghi.

Dal punto di vista giudiziale, il primo atto per il recupero di un credito è generalmente il ricorso per decreto ingiuntivo, quando il credito è certo (esistente),  liquido (determinato nell’ammontare) ed esigibile ( termine di pagamento scaduto e non sottoposto a condizioni)) e supportato da idonea documentazione.

Fatture non pagate, regolarmente emesse; trasmissione tramite SDI delle fatture elettroniche;  Dati anagrafici e fiscali completi del debitore privato o ragione sociale e dati fiscali dell’azienda debitrice

Generalmente in circa 15 giorni

Per recuperare un credito è necessario un titolo esecutivo (ad esempio un decreto ingiuntivo esecutivo o una sentenza).Sulla base di questo, l’avvocato notifica un atto di precetto: decorsi 10 giorni senza pagamento, può richiedere il pignoramento presso terzi, cioè dei crediti del debitore detenuti da banche, datori di lavoro o enti previdenziali. Da quel momento, le somme pignorate sono bloccate in attesa dell’assegnazione al creditore che avviene in un’apposita udienza preceduta dall’iscrizione a ruolo della procedura.

Se le somme pignorate sono sufficienti a coprire il credito vantato,  le spese e l’onorario dell’avvocato, il tutto è a carico del debitore, diversamente è a carico del creditore sulla base degli accordi intercorsi con l’avvocato in sede di preventivo.

Dipende dai termini di prescrizione e dagli atti eventualmente già compiuti. Lo Studio valuta caso per caso la recuperabilità giuridica del credito.

Per valutare la recuperabilità di un credito è necessario un esame della documentazione disponibile,quali fatture, contratti e solleciti di pagamento, a cui segue una prima indagine sul patrimonio del debitore. Sulla base di questa analisi  lo Studio legale fornisce una valutazione preliminare della concreta possibilità di recupero e indica la strategia più efficace per ottenere il risultato.

In numerosi casi  l’intervento legale è fondamentale non  per ottenere il pagamento  quanto per “pulire” il bilancio aziendale e adempiere correttamente agli obblighi fiscali e contabili, quali la Messa a perdita del credito; l’Accertamento dell’Inesigibilità del Credito; la Certificazione del Credito Inesigibile necessaria ai fini fiscali  per la detrazione IVA e la deducibilità ai fini IRES.

TUTELA DEI FIGLI

La legge prevede che entrambi i genitori, anche se non sposati, abbiano diritti di custodia e responsabilità genitoriale, a meno che non ci siano motivi legittimi che giustifichino una decisione diversa. La responsabilità genitoriale comprende il diritto di prendere decisioni importanti per la vita del bambino, come l’istruzione, la salute e il benessere generale.

L’affidamento esclusivo viene concesso solo se il tribunale ritiene che sia la soluzione più idonea nel miglior interesse del bambino, ad esempio in caso di abusi o di gravi conflitti tra i genitori. Di norma la soluzione adottata dal Tribunale  è l’affidamento condiviso, poiché è ritenuta  migliore  per il benessere del figlio  mantenere un rapporto equilibrato con entrambi i genitori

Il Tribunale tiene conto del reddito e delle capacità economiche di ciascun genitore, se  un genitore ha un reddito più alto rispetto all’altro , probabilmente sarà richiesto a lui di contribuire in misura maggiore al mantenimento del figlio, Così come si valutano le necessità del figlio considerando l’età, comprese le spese per l’alimentazione, l’istruzione, la salute e altre necessità quotidiane ed ancora Il tempo che il bambino trascorre con ciascun genitore influisce sul contributo richiesto. Se il bambino vive principalmente con uno dei genitori, l’altro potrebbe dover contribuire di più al mantenimento. Così come se  c’è una pari divisione del tempo tra i due genitori (ad esempio, il bambino vive una settimana con ciascun genitore), le spese potrebbero essere poste in pari misura a carico di ciascun genitore nel senso che  provvede al mantenimento del figlio quando sarà con lui.

Se un genitore non adempie agli obblighi di mantenimento, l’altro genitore può agire civilmente per recuperare le somme non versate mediante gli strumenti previsti per legge, ad esempio pignorando lo stipendio o chiedere che il datore di lavoro trattenga  dallo stipendio la somma corrispondente all’assegno di mantenimento  versandolo direttamente al genitore a cui spetta o ancora agire in sede penale presentando una denunzia-querela per violazione degli obblighi di assistenza familiare.

SINISTRI STRADALI

ll danno biologico è la lesione dell’integrità psicofisica della persona, medicalmente accertabile, che incide sulla vita quotidiana e sul benessere, indipendentemente da conseguenze economiche o lavorative

Il danno biologico viene accertato tramite perizia medico-legale , in cui  Il medico traduce la lesione in numeri, stabilendo i giorni di Invalidità Temporanea (il tempo necessario per guarire) e la percentuale di Invalidità Permanente (il danno residuo che non guarirà più).

I punti assegnati dal medico legale vengono convertiti in euro utilizzando apposite tabelle: la tabella regolata dall’art. 139 del codice delle assicurazioni per le lesioni fisiche di microinvalidità dall’1% al 9%; la tabella nazione per i sinistri stradali verificatisi dopo il 5.3.2025, data di entrata in vigore, per  lesioni fisiche di macroinvalidità superiori dal 10% al 100% . Per i sinistri verificatisi prima del 5.3.2025 si applica la tabella  del Tribunale di Milano.

I tempi variano in base alla gravità delle lesioni e alla completezza della documentazione. Per le Lesioni Lievi (Micropermanenti sino al 9%) l’assicurazione ha 60 giorni di tempo per fare un’offerta,  mentre per le Lesioni Gravi (Macrolesioni superiori al 10%) l’assicurazione ha 90 giorni di tempo per fare un’offerta, in entrambi le ipotesi a partire dal momento in cui riceve il certificato di avvenuta guarigione.

SFRATTI

Lo sfratto può essere richiesto principalmente nei seguenti casi:

  • Morosità (mancato pagamento del canone e/o delle spese condominiali
  • Finita locazione (scadenza del contratto a condizione sia stata formalizzata la disdetta del contratto nel termine previsto per legge)
  • Uso diverso da quello pattuito
  • Violazione delle clausole contrattuali

Per sfrattare un conduttore che non paga l’affitto di immobile ad uso abitativo  è sufficiente il mancato pagamento di una mensilità di affitto, a patto che siano decorsi almeno 20 giorni dalla scadenza del termine pattuito per il pagamento oppure il mancato pagamento delle spese condominiali  per un importo di almeno due canoni mensili.

I tempi  per la liberazione dell’immobile variano indicativamente tra i 10  mesi ed un anno.

Assolutamente si, quando il proprietario intenda destinare l’immobile ad uso abitativo, commerciale, artigianale o professionale proprio, del coniuge, dei genitori, dei figli o dei parenti entro il secondo grado e quando il conduttore abbia la piena disponibilità di un alloggio libero ed idoneo nello stesso comune, inviando al conduttore una lettera raccomandata che indichi il motivo della disdetta

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